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Macchie della pelle: cosa sono

Autore: PROF. ENZO BERARDESCA

Pubblicato: 05/12/2017 | Aggiornato: 13/12/2017

Editor: TOP DOCTORS®

Età e sole, a volte, sono i peggiori nemici della pelle. Scopri insieme al Prof. Enzo Berardesca, esperto in Dermatologia a Roma, a cosa sono dovute le fastidiose macchie cutanee

1) Che cosa sono le macchie cutanee?

Le macchie cutanee (scure o marroni) compaiono generalmente nelle sedi scoperte dopo i 20-30 anni, e sono costituite spesso da un accumulo del pigmento della pelle (melanina) che si deposita nell’epidermide o nel derma superficiale.

A seconda della loro profondità nella pelle, possono assumere sfumature di colore lievemente diverso. Quelle più superficiali sono più marroni e più facilmente trattabili; quelle profonde possono avere un alone grigio-bluastro e sono più persistenti.

2) Macchie della pelle: da cosa sono causate?

Le cause sono associate ad una eccessiva esposizione solare. Compaiono anche in persone poco esposte, ma generalmente più avanti con l’età.

Possono essere influenzate da fattori ormonali, soprattutto nelle donne (contraccettivi orali o gravidanza), ed alcuni farmaci  possono peggiorare la situazione.

Lo stile di vita con una regolare fotoprotezione quotidiana, anche nei mesi invernali, è il modo migliore e più “naturale” per prevenire la loro formazione. Infatti, in persone poco esposte per tutta la vita, come ad esempio le suore, sono poco frequenti.

3) Macchie della pelle: chi sono i soggetti più a rischio?

Le persone più esposte sono le donne, soprattutto quelle con fenotipo mediterraneo. Queste, infatti, sono più predisposte geneticamente a produrre melanina e, quindi, si pigmentano più facilmente.

Le macchie cutanee sono anche un segno dell’età: tanto più si è avanti con l’età, tanto più è probabile averle, anche per la dose maggiore di raggi UV accumulata nel corso degli anni.

4) La comparsa di macchie cutanee può portare a qualche patologia?

Non ci sono particolari patologie correlate con queste macchie indotte dal sole.

Chiaramente, queste vanno differenziate da altre macchie scure (tipo voglie color caffelatte) che possono comparire in infanzia e che, in alcuni casi, possono essere associate a patologie ereditarie

5) Quali sono i possibili trattamenti per le macchie cutanee?

Il trattamento può essere effettuato con creme a base di sostanze depigmentanti che si acquistano in farmacia.

Nei casi più severi si può ricorrere ad una terapia fisica (crioterapia, laser) a seconda delle caratteristiche delle lesioni.

Attenzione però: nessuna terapia sarà efficace se non sarà associata ad una regolare e rigorosa fotoprotezione!

 

Editor Karin Mosca

Gestione della Dermatite Atopica

Cura della pelle: la dermatite atopica

Autore: PROF. ENZO BERARDESCA

Pubblicato: 13/12/2017

Editor: TOP DOCTORS®

La dermatite atopica colpisce fin dalla nascita. Il Prof. Enzo Berardesca, esperto in Dermatologia a Roma, ci spiega tutto ciò che c’è da sapere su questa patologia della pelle

La dermatite atopica: un problema fin dalla nascita

La dermatite atopica, detta anche eczema costituzionale, può comparire fin dalle prime settimane di vita, ed è la conseguenza di una forte predisposizione genetica che induce alterazioni del sistema immunitario della pelle, alla base della dermatite stessa.

In Italia circa un terzo dei bambini presenta alla nascita queste caratteristiche; nei Paesi Asiatici la percentuale può salire fino al 60% della popolazione. I bambini che da neonati presentano il fenomeno della “crosta lattea” sono potenzialmente candidati allo sviluppo della dermatite atopica negli anni successivi.

La dermatite atopica: con quali sintomi si manifesta?

La dermatite atopica è una dermatite eczematosa che si manifesta con rossore, desquamazione e forte prurito, prevalentemente al volto, alle zone flessorie degli arti ed alle pieghe dei gomiti e delle ginocchia.

Generalmente colpisce entrambi i sessi in egual misura e compare nei primi mesi di vita, per poi attenuarsi o scomparire del tutto verso l’adolescenza. Tuttavia, è sempre più frequente il riscontro di dermatite atopica in individui adulti che non ne avevano sofferto in modo particolare durante l’infanzia.

Le cause della dermatite atopica

La predisposizione genetica, che induce un’alterata risposta immune, è la causa fondamentale alla quale si associano alterazioni, sempre su base genetica, della funzione di barriera cutanea. Queste alterazioni contribuiscono a favorire la reazione infiammatoria sulla pelle.

In particolare, nello strato corneo (strato più superficiale della pelle) si è evidenziata una carenza di ceramidi, lipidi fondamentali per mantenere una corretta idratazione ed una funzione di barriera ottimale. Per questo motivo, la pelle dei soggetti atopici è sempre più secca rispetto ai soggetti normali.

Lo stress può peggiorare la situazione, ma non è la causa determinante. I soggetti atopici, inoltre, possono soffrire di allergie, anche alimentari: devono stare particolarmente attenti ad evitare eventuali cibi che non tollerano.

Diagnosi e trattamento della dermatite atopica

La diagnosi si basa generalmente sull’esame clinico del Dermatologo, eventualmente supportato da un esame istologico. Gli esami del sangue non sono utili, se non quelli per evidenziare eventuali allergie.

Il trattamento può essere topico o sistemico, in base alla gravità della dermatite. Il trattamento è esclusivamente farmacologico con antistaminici, cortisoni ed immunomodulatori topici o sistemici. Sono molto utili gli emollienti e gli idratanti topici per migliorare la secchezza cutanea e la funzione di barriera. Utile anche la fotobalneoterapia, ovvero l’esposizione solare moderata ed i soggiorni al mare in estate.

Come si previene la dermatite atopica?

La prevenzione della dermatite atopica consiste:

  • Nell’evitare l’esposizione alle sostanze alle quali si è allergici;
  • Nel tenere sempre la pelle idratata e protetta con creme ristrutturanti la barriera;
  • Nel favorire un’esposizione solare moderata e controllata.

 

Editor Karin Mosca

 

Couperose e rosacea

Quando la pelle è “rossa”: couperose, rosacea, angiomi

Un colorito rosato o francamente rosso, particolarmente acceso su guance, naso e fronte. Oppure, una chiazza ben definita, rossastra o violacea. Le macchie rosse sulla pelle sono tutte legate a un problema di capillari, ma possono avere cause molto diverse tra loro e vanno affrontate in modo diverso.

La couperose, venuzze in evidenza

Regala un colorito rubizzo, simile a quello di chi vive in alta montagna: stiamo parlando della couperose, un inestetismo che consiste nella comparsa di un reticolo di venuzze rosse evidenti soprattutto su guance, mento, fronte. Può interessare chiunque, uomini e donne, senza distinzioni di età. Ne sono soggetti soprattutto coloro che soffrono di fragilità capillare.

La couperose si manifesta nelle prime fasi con un rossore accentuato, ma temporaneo, che si rende evidente soprattutto quando una persona passa da un ambienta freddo a uno caldo, per esempio entra in un locale ben riscaldato dopo aver trascorso alcune ore al freddo invernale. Lo stesso capita anche semplicemente bevendo un liquido caldo. Si verifica una vasodilatazione: per effetto dell’alta temperatura, i vasi sanguigni si dilatano per liberare il calore che si concentra nel corpo.

All’inizio è una situazione temporanea: i capillari, dopo essersi dilatati, recuperano il loro calibro normale e il rossore scompare. Con il passare del tempo le venuzze divengono sempre più evidenti e conferiscono alla persona le caratteristiche di un colorito “sano” e montanaro, che però non è piacevole quando è sempre presente.

Perché compare la couperose

Esiste una predisposizione individuale a soffrire di couperose, ossia la fragilità delle pareti dei capillari. A questo, però, si aggiungono fattori esterni, ambientali e legati allo stile di vita. Sembra infatti che l’insorgere della couperose sia legato all’uso di anticoncezionali, al fumo, al consumo eccessivo di alcol e caffè. Anche l’abitudine di dedicarsi frequentemente a saune o di soggiornare in luoghi troppo riscaldati ha un effetto vasodilatatore sui capillari. Il sole, infine, rende più serio il problema, poiché esercita un’azione infiammatoria soprattutto nelle persone di carnagione chiara.

Per combattere questo inestetismo è necessario applicare creme specifiche, con formulazioni adatte ad una pelle sensibile. Questi prodotti svolgono solo un’azione protettiva, quindi sono efficaci nel caso in cui la couperose non sia ancora comparsa o sia a uno stadio iniziale. Contengono soprattutto estratti naturali e lenitivi, come camomilla, calendula, ippocastano, aloe vera, dalle proprietà astringenti e decongestionanti. Altrettanto utili sono gli oli essenziali che si trovano nei frutti come le fragole, i mirtilli, i frutti di bosco e nelle mandorle dolci. Se invece la couperose è molto evidente, l’unica soluzione è ricorrere al dermatologo, che studierà il rimedio più adatto.